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Federica Artuso ha conseguito il diploma in chitarra e il diploma accademico di II livello, entrambi con il massimo dei voti, lode e menzione speciale, al Conservatorio di Vicenza, sotto la guida di Stefano Grondona.
Ha partecipato a numerose masterclass, sia come solista, con Paul Galbraith, Laura Mondiello, Carlos Trepat, Andrea Dieci, Oscar Ghiglia, che come camerista, con Monica Huggett, Sigiswald Kujiken e ancora Oscar Ghiglia, ricevendo diplomi di merito e borse di studio da istituzioni quali la Fondazione Diocesana S. Cecilia di Brescia e l'Accademia Chigiana di Siena (sia come solista che in duo).
Nel 2010 ha ottenuto il terzo premio alla 35^ edizione del Concorso Internazionale di Gargnano, ed è stata premiata anche in vari concorsi di esecuzione (Premio delle arti, Migliori diplomati d'Italia, Padova, Arezzo, Piove di Sacco).
Ha tenuto recital in Italia e in Spagna, dedicati al compositore Mario Castelnuovo-Tedesco. Di questo autore ha inciso la Passacaglia per il cd La guitaromanie (produzione Conservatorio di Vicenza).
Come camerista ha registrato al Teatro Olimpico di Vicenza per un documentario su Palladio (Mestierecinema Venezia), e ha partecipato all'incisione di due dei tre cd dedicati a Villa-Lobos, realizzati da Andrea Bissoli per l'etichetta Naxos.
Nel 2006 ha fondato con il chitarrista Andrea Bissoli il duo Phédre Adroit, più volte premiato al Concorso Amici del Conservatorio (Vicenza, edizioni 2007 e 2008); la formazione, fra l'altro, ha realizzato con l'attore Adriano Marcolini Platero y yo, spettacolo per voce recitante e chitarra su testi di J. R. Jiménez e musiche di M. Castelnuovo-Tedesco.
Dal 2010 collabora con il Conservatorio di Vicenza come docente per i corsi liberi di chitarra.
Contemporaneamente agli studi musicali, ha conseguito nel 2006 all'Università di Padova la laurea di I livello in Filosofia con il massimo dei voti, e sta attualmente scrivendo la tesi per la laurea magistrale.
Paul Galbraith ha scritto di lei: «Il suo suonare è qualcosa di speciale, fuori dall'ordinario, raro, nel senso più profondo».
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